Prepariamoci a riaprire il nostro «paradiso»

Cari associati, le decisioni del Consiglio federale di inizio mese ci permettono di guardare con un po’ più di serenità alla stagione che sta per partire, ma – senza dimenticare coloro i quali non possono approfittare dei flussi turistici e quindi in evidente credito di fiducia – alcune questioni fondamentali restano senza risposta. Tralasciando gli aspetti pratici dei risarcimenti, la grande incognita resta legata all’orizzonte temporale per nulla definito, al momento nel quale potremo finalmente tornare a esercitare la nostra professione con passione e sagacia, senza doverci «molestare» psicologicamente con domande senza un perché. Da marzo 2020 vi viene chiesto un grosso sacrificio per fare fronte all’emergenza sanitaria. Chiusure, messa in sicurezza, investimenti per riaprire e poi di nuovo chiusure, fra incertezze e cambi di rotta continui. Anche a Natale siamo ancora stati oggetto di una situazione difficile e gli aiuti messi a disposizione non basteranno a coprire il danno subito, se non arriveranno in maniera tempestiva. Se ciò non bastasse, si aggiungono – ad amplificare il tutto – alcune strumentalizzazioni, che trovano sempre terreno fertile fra incertezza, paura e disperazione. Da sentimenti di pacifica obiezione e disillusione, nasce la risposta di tanti operatori uniti che invocano a gran voce la loro estraneità al dramma sanitario (… «non siamo noi della ristorazione gli untori»), immedesimandosi empaticamente con la società civile, ma pretendendo rispetto e soprattutto coerenza, perché di voli pindarici con il nostro futuro sul tavolo ne abbiamo già visti a sufficienza. Una situazione che rischia di dare il colpo di grazia a parecchie realtà virtuose e ai consumi alimentari dei Ticinesi, con quelli fuori casa che già faceva registrare una preoccupante contrazione in tempi non sospetti. Sfruttiamo questo momento per analizzare le nostre strutture, per valutare opportunità e necessità da correggere per farci trovare pronti sui blocchi di partenza non appena potremo riaprire le porte del «nostro» paradiso, di casa nostra, del nostro ristorante!
Massimo Suter presidente di GastroTicino e vicepresidente di GastroSuisse